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E’ in edicola “Franco Calabrese nella storia del teatro lirico italiano” di Franco Cresti

Tenere viva la memoria dei grandi artisti è indispensabile in una società che non voglia autodistruggersi. Oggi, coi ritmi massacranti, è sempre più difficile. Franco Calabrese indubbiamente era un grande artista, un basso che ha scritto pagine importanti della storia del teatro lirico italiano, e non solo. Un artista che merita di rimanere vivo nella memoria di tutti, specialmente di chi è appassionato del teatro lirico. Il musicologo Renzo Cresti ha scritto un secondo libro su questa figura chiave, di cui per fortuna ci rimangono moltissime interpretazioni.


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Il libro in primo piano I Consigli del Libraio

Piombino è sullo sfondo. La città operaia, il porto, le contraddizioni di una città di mare. Di qua dal mare c’è via Stalingrado, una muraglia di case popolari modello Unione Sovietica, che l’amministrazione comunale comunista ha assegnato agli operai siderurgici che lavorano alla acciaieria Lucchini. Di là dal mare invece c’è l’isola d’Elba, Ilva, un paradiso sognato e irraggiungibile popolato da ricche signore lombarde in vacanza. In mezzo, proprio in riva al mare, ci sono Anna e Francesca. Lascive, la bionda e la mora di "tredici anni quasi quattordici", vivono la loro ultima estate di innocenza prima del liceo.



L’epoca è quella aurea del primo periodo fascista, quello delle opere pubbliche. Sono ancora lontane le leggi razziali e la guerra. Canale Mussolini è l’asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l’acqua e prosciugano i campi.

Molti, strampalati, visionari. Questi i personaggi di Canzoni della giovinezza perduta che, rincorrendosi di racconto in racconto sullo sfondo di un Sud dagli orizzonti vasti e luminosi, danno vita a un travolgente romanzo corale.
Jack London “Quando il mondo era giovane” Cargo Editore
Dashiell Hammett “Mi Rifiuto di Rispondere” Archinto Editore
Henry Miller “Parigi 1928” Passigli
Fernando Pessoa “I Casi del Dottor Abilio Quaresma” Cavallo di Ferro
Paul D’Holbach “Saggio sull’Arte di Strisciare” Il Melangolo

fonte: Libreria Ubik Napoli
Classifica
Italiani
1. "Acciaio" di Silvia Avallone (Rizzoli) 2. "Acqua in bocca" di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli (Minimum Fax) 3. "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi (Mondadori)
Stranieri
1. "Un giorno" di David Nicholls (Neri Pozza) 2. "Il libro delle anime" di Glenn Cooper (Nord) 3. "Il palazzo della mezzanotte" di Carlos Ruiz Zafón (Mondadori)
Saggistica
1. "Caterina. Diario di un padre nella tempesta" di Antonio Socci (Rizzoli) 2. "Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»" di Pino Aprile (Piemme) 3. "Fotti il potere. Gli arcana della politica e dell’umana natura" di Francesco Cossiga e Andrea Cangini (Aliberti)
fonte: ibuk
Lo Scaffale

Ancora una volta Palahniuk ci (sor)prende con un libro ironico e divertente che non dimentica però di fare le pulci alla società contemporanea e ai disagi che essa costantemente produce in ognuno di noi. E lo fa alla sua maniera con un linguaggio semplice, ma efficace. Sullo sfondo della Hollywood dei Tempi d’Oro...

L’odore dei soldi, la sua solitudine e poi tutto ad un tratto il fato arriva a cambiarti la vita. Queste le coordinate per comprendere la nuova rotta (in)seguita da Gabriele Romagnoli nella stesura del suo ultimo libro. Tutto ruota intorno alla vita(?) di Benjamin Devereaux, detto Benny quando ancora qualcuno lo chiamava per nome.

Metà del Diciannovesimo secolo. Eliza Lynch è una cortigiana irlandese, traboccante di fascino, sensualità, bellezza. Nella sua tela gli uomini cadono inevitabilmente, per essere abbandonati o ripresi a suo piacere. E per il suo potere. A Parigi, Eliza incontra Francisco Lopez, primogenito del dittatore del Paraguay. La passione è fatale per entrambi.


Questo romanzo fresco e leggero, appena uscito in edizione economica, racconta di Fleur Daxeny donna bella, affascinante, senza età e senza scrupoli. Nascosta dietro velette e graziosi cappellini, tutti rigorosamente neri, Fleur si imbuca ai funerali di donne ricche per consolarne i vedovi. Il tempo di conquistarne la fiducia, riportarli alla vita e ottenere una Gold Card che Fleur scompare senza lasciare tracce, a caccia di una nuova preda.

Quando ad una coppia è bastata l’intimità di una macchina per essere felice è lecito pensare che intraprendere un viaggio dall’altra parte del mondo sia inutile e quasi superfluo? Valeria Parrella ci racconta la storia di una donna che pur di riconquistare la dorata sensazione “costringe” l’uomo che ama e che non la vuole più ad un ultimo viaggio assieme. Ma è proprio in Argentina, a Buenos Aires, fra tavolini all’aperto, passeggiate, tango e corse in tassì che si consuma, lentamente, il vero distacco.

Questo è il secondo libro scritto a quattro mani da Benetazzo-Parenzo, impreziosito anche da un intervento di Massimo Fini. Un libro bello per la semplicità, la capacità divulgativa e per la sua scottante attualità. In un tempo in cui le priorità sembrano essere quelle legate alla Giustizia, la “magnifica coppia” Benetazzo-Parenzo ci riporta sulla terra facendoci riflettere su quella che è la priorità: il contesto economico globale e del nostro BelPaese in particolare.

Gli speciali di Journal Books

Dal 12 giugno al 20 luglio il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria_Napoli, dopo le mostre CAMorra, AfriCAM, Politik, Censured e Iranian Glances torna a indagare sulla visione dell’arte in ambiti sociali attraverso la mostra WONDERLAND_Il paradiso degli orchi, a cura di Antonio Manfredi. Il paese delle meraviglie è quello in cui vivono i mostri che subdolamente attraversano la nostra esistenza in totale anonimato.

Spazio Poesia

La scrittura di Bordini è sottilmente feroce e declina con ironica, svagata cautela la paranoia. In essa si riconoscono i dintorni dell’eccesso di pensiero e il portato della solitudine psichica. Poeta narrativo dal passo stilistico crudo e micidiale, gli viene riconosciuta la forza di un "razionalismo onirico" (Paolo Febbraro) e di un "dormiveglia vigile" (Filippo La Porta).

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